Manifestazione STOP H8, un successo da far crescere


Non siamo passat* inosservate e inosservati: STOP H8, il corteo contro ogni discriminazione concomitante con la giornata internazionale contro l'omofobia, ha lasciato il segno! Con una grande partecipazione di giovani e giovanissimi, abbiamo sfilato insieme ad Amnesty Internetional, Famiglie Arcobaleno, Agedo e tanti altri. Durante il corteo abbiamo aperto gli striscioni fatti dal nostro gruppo giovani GLITCH: "Love is Love", "Stop discriminazioni" e, sopratutto, "omobitransfobia FORA DI BALL!". Durante la marcia si sono susseguiti gli interventi al microfono: ad aprire la presidentessa Paola Romanini: "in determinati paesi si muore perché si ama. In Cecenia le persone omosessuali vengono torturate e imprigionate. In altri paesi la polizia usa le app d'incontri per perseguitare la comunità LGBTI". E aggiunge che "Noi dobbiamo essere uniti contro l'odio, contro le discriminazione e contro il bullismo che hanno ucciso, in tutto il mondo, tante persone e tanti giovani. Siamo qui sopratutto per i giovani: per dire che non sono soli, che noi ci siamo per accoglierli e per sostenerli".
A seguire, Sara Dallabora, di Famiglie Arcobaleno Nazionale, che ci porta i saluti della sua compagna e del suo bimbo di un anno e mezzo "che oggi non c'è perché aveva molto, molto sonno! In Italia siamo tanti di Famiglie Arcobaleno, eppure si parla di omofobia anche per le famiglie, perché dimenticate da questsa legge sulle unioni civili. La cosa importante per noi è continuare la lotta contro le discriminazioni, per arrivare al matrimonio egualitario e arrivare al riconoscimento alla nascita dei bambini... come fanno tutte le coppie del mondo!".


Lidia Frazzei di Amnesty, ci parla della legge contro l'omofobia, bloccata nel parlamento italiano. "Amnesty è reoccupata per il ritardo italiano sulla legge contro lomofobia. Siamo fermi da tre anni con una legge che allargherebbe la legge Mancino anche contro le discriminazioni d'odio omofobico. Al nostro banchetto, poi, troverete anche un appello da firmare per la situazione in Cecenia. Chiediamo indagini chiare su chi abbia commesso reati di torortura contro innocenti persone omosessuali". 


Alla tappa intermedia, il segretario Davide Bombini tiene un discorso sull'intersezionalità delle lotte "non basta più unire le lotte, dobbiamo intersecarle. Perché le vite delle persone sono già attraversate da istanze diverse! Questa si chiama intersezionalità, ed è il modo di fare attivismo per tutte e tutti. Ma non lavorare "per i migranti" o "per i precari", ma lavorare con le migranti e i migranti, i precari, le e i trans, le persone intersex, i drogati, gli asociali, gli sbandati, i reietti, i freak, le checche, le camionare, le travestite, i pazzi e i barboni. Perché noi siamo questa gente, noi siamo le persone tutte!".


All'arrivo in piazza interviene Luca, che ci parla della propria esperienza; "Quello che vi leggo è abbastanza personale, spero che vi piaccia. Oggi non sono qui per fare prediche o farvi la morale, ma sono qui per parlarvi di me. Iniziamo dal tatuaggio che ho sulla mano". Luca ci dona la sua esperienza, di quante volte ha preso in mano la sua vita, del suo coming out in famiglia. "Volevo solo piangere e scappare, ma non l'ho fatto. Ho superato la paura. Se pensate che abbia avuto coraggio nel dire che sono gay, dovete sapere che non c'è stato attimo che non fossi sovrastato dalla paura". "Io non passo sopra il giudizio degli altri, lo mastico e lo utilizzo come propulsione. Ho usato la mia paura come punto di forza".


A seguire, Salvatore Godino, referente per GLITCH gruppo giovani Arcigay Piacenza: "in questi anni siamo stati chiamati deviati, malati, indemoniati! Questi anni non sono bastati per togliere l'idea che essere omosessuali non sia una malattia. Per farlo serve altra energia e tempo da parte di tutti noi. E serve combattere e lottare perché un giorno si possa vivere in totale serenità!". Seguito da Rita Mura, di Agedo Milano, che ha letto una poesia scritta da un genitore Agedo per il figlio. E si è rivolta ai genitori di figli lesbiche, gay, trans, bisex e intersex: "amateli, sono figli vostri!".


A rinvigorire i temi ci pensa Flavio Romani, presidente Nazionale di Arcigay: "La legge contro l'omofobia è stata fermata in un modo ignobile da un emendamento che la svuotava di tutti i suoi contenuti. L'hanno fermata con l'accusa di voler impedire la libertà d'opinione. Non c'è nessuno che può venire ad insegnare ad Arcigay cosa sia la libertà d'opinione, noi che siamo i difensori delle libertà. Non distinguete la libertà tra libertà d'opinione e la libertà di discriminare, cari parlamentari".


Nella seconda parte dell'intervento prosegue: "la regione finanzi e crei campagne contro l'omofobia, nelle scuole, nella sanità e nell'educazione" e aggiunge "vi aspetto a Reggio Emilia per il REmilia pride, il 3 giugno. Grazie a tutte, alla prossima!".

In chiusura, interviene  Elena Guagnini, presidentessa dell'Ottavo Colore di Parma, che porta i suoi saluti a Piacenza e ricorda l'appuntamento del 3 giugno a Reggio Emilia per il REmilia Pride.
A salutare la piazza Davide Bastoni, vicepresidente de L'Atomo: "siamo più del doppio dell'anno scorso!". E prosegue "in alcune nazioni il donare il sangue viene vietato alla comunità LGBTI in quanto tale, senza nessuna motivazione medica. Ringrazio per l'adesione Marco Ravarani, di AVIS Povinciale di Piacenza, poiché portano avanti il messaggio che le persone LGBTI, se non si espongono a rischi, possono donare serenemanete il sangue". Conclude, poi: "Sogno che camminino con noi in corteo i rappresentanti delle forze dell'ordine, rappresentanti di tutte le comunità religiosa, delle associazioni sportive, delle società di categoria e di volontariato. Sogno una Piacenza dove venga insegnato ai ragazzi il rispetto dell'essere umano. La parte bela del mio sogno è che ci stiamo riuscendo!".


Ci rivediamo l'anno prossimo, con un corteo ancora più grande, rumoroso e determinato!