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30/11/07

IL (SECONDO) VIDEO DELLA SETTIMANA

Domani saremo in Piazza dei Mercanti (sul lato di Piazza Cavalli opposto a quello dove c'è il Comune, in una posizione un po' periferica, purtroppo) a fare un banchetto informativo con la LILA in occasione della giornata mondiale per la lotta all'AIDS. Nel frattempo il giallo dei manifesti scomparsi si infittisce: all'ufficio affissioni stamattina hanno detto che - oltre a non sapere dove fossero finiti i manifesti - non gli risultava nessun pagamento da Bologna...Peccato che a Bologna ci siano le ricevute del bollettino postale e dell'avvenuta consegna tramite corriere espresso. Intanto il quotidiano LA CRONACA ha riferito di questa cosa e il quotidiano LIBERTA' no. Lungi da noi l'idea di fare illazioni, ma se è vero che tre indizi fanno una prova qui di indizi ne abbiamo quattro (manifesti scomparsi, pagamento non pervenuto, segnalazione omessa da LIBERTA' e posizionamento periferico del banchetto). Speriamo che sia solo una serie di concidenze sfortunate e che non sia un segnale di immaturità civile. Nel frattempo vi propongo un video che spiega dettagliatamente come il virus HIV distrugge i globuli bianchi (cioè il sistema immunitario) per riprodursi (dando il via al processo che porta all'AIDS conclamata). E' un processo complicato e incasinato, e questo spiega perchè sia così difficile trovare un rimedio definitivo.

28/11/07

IL GIALLO DEI MANIFESTI SCOMPARSI

Come saprete se avete letto i post precedenti oggi era prevista la conferenza in cui avremmo dovuto presentare la massiccia campagna di promozione del test HIV pianificata in tutti i capoluoghi dell'Emilia Romagna dal coordinamento regionale di ARCIGAY, se non che...Se non che il sottoscritto presidente è andato a presentare il nulla. Mi spiego meglio. Ieri ho realizzato che era il 27 e mi è venuto lo scrupolo di controllare dove e come i suddetti manifesti fossero stati affissi. Dopo aver girato mezza città non ne avevo visto nemmeno uno, e considerando che questi manifesti erano 100 era statisticamente impossibile. Giro di telefonate: nessuno aveva visto nulla. Stamattina chiamo il coordinatore arcigay dell'Emilia Romagna che mi ha confermato che erano stati spediti da Bologna e che nelle altre città erano affissi dal 23 novembre. Chiamo l'ufficio affissioni di Piacenza che *MAGIA* cadeva dal pero e non ne sapeva nulla. Giro di chiamate all'Arcigay di Bologna che ha fatto tutti gli accertamenti del caso e questa è la situazione: 1) Stando ai bolognesi i manifesti a Piacenza sono arrivati (addirittura il 16 di novembre!), come attesta la ricevuta del corriere. 2) L'ufficio affissioni sostiene di averli persi (100 manifesti di 1 m per 70 cm???) e che, anche ammesso che saltino fuori, non potrebbero essere affissi per il 1° Dicembre visto che ora non c'è più posto. Piccola considerazione: se comunque quegli spazi per questi giorni erano stati già pagati da noi vuol dire - nella migliore delle ipotesi - che l'ufficio affissioni li ha dati a qualcun altro incassando due prenotazioni. Nel mio giro di ieri, però, ho visto che c'erano in giro ancora dei manifesti elettorali di quest'estate e SINCERAMENTE la giustificazione del posto non c'è non sta molto in piedi. Qui c'è qualcosa che non torna. Comunque con l'ARCIGAY nazionale siamo rimasti d'accordo che se entro i primi di dicembre non salteranno fuori li reinvieranno per una campagna post 1° Dicembre...Magra consolazione, e soprattutto ennesima dimostrazione che a Piacenza c'è molto, ma proprio molto, da fare! Voglio dire: una campagna per promuovere il test HIV non può essere persa in questo modo! A meno che veramente non sia considerata superflua, e se così fosse sarebbe davvero grave. Morale della favola: a Piacenza abbiamo fatto la figura delle polpette per l'ennesima volta, io l'ho detto in conferenza oggi e speriamo che venga riportato dai giornali domani. Cambiando argomento: un mio intervento è stato pubblicato nello "SPECIALE FAMIGLIA" del quotidiano LA CRONACA, domani lo scannerizzo e lo posto sul blog per chi se lo fosse perso. In ogni caso terremo aggiornati sullo sviluppo di questo giallo surreale.
P.S. Oggi ho scoperto che la città di Piacenza è al 7° posto in Italia per numero di contagiati in rapporto al numero di cittadini...E intanto l'ufficio affissioni perde una campagna per promuovere il test HIV...

27/11/07

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Questa settimana, in occasione della giornata mondiale della lotta all'AIDS, volevo fare qualcosa di originale proponendo un piccolo tributo alla memoria di Rock Hudson (1925-1985). Per chi non lo sapesse questo attore è stata una delle prime icone dello star-system hollywodiano a dichiarare di essere gay e che la causa della sua morte ormai prossima era proprio l'AIDS (anche se il suo staff aveva cercato di nasconderlo fino all'ultimo). Un gesto coraggioso che ha contribuito a sdoganare non poco due tabù non da poco. Forse nel 2008 sarà un artista un po' demodè, ma ogni tanto ricordare chi era e quello che ha rappresentato è perlomeno doveroso.

23/11/07

PAR CONDICIO

Riguardo all'episodio partito da Ciao Darwin che abbiamo segnalato qui in precedenza è mio dovere presentare anche alcune perplessità emerse su internet in seguito, lasciando a voi il compito di giudicare. Qualcuno ha fatto notare che forse è stato tutto calcolato dal ragazzo (o da qualcuno per lui) per avere un ritorno in termini di immagine e pubblicità (visto che il ragazzo aspira a fare carriera politica, avendo fondato un circolo per i giovani di centro destra nella sua città). In effetti ci sono tante cose che sembrano messe lì non proprio per caso: il ragazzo è un gay carino, fotogenico, accattivante e per bene, e compare su canale 5 proprio nei giorni in cui Silvio Berlusconi annuncia la nascita del suo nuovo partito. Qualcuno che era in hotel con lui sostiene che si fosse capito subito che lui aveva previsto tutto per filo e per segno. Magari è vero il contrario e lui è davvero soltanto una vittima, per quanto fotogenica, ma mi sembrava professionale non trascurare di farvi notare anche i risvolti meno chiari della vicenda.
Sempre per par condicio volevo segnalare che nella suddetta trasmissione, nella squadra gay, c'era anche Elvis Mancin (riporto il nome per intero visto che lo hanno pubblicato anche su LIBERTA'), un ragazzo di Fiorenzuola.
Considerando la gran quantità di gay piacentini, e la grande CONCENTRAZIONE di gay a Fiorenzuola era in effetti statisticamente probabile che accadesse qualcosa di simile. Però qualcuno mi deve spiegare perchè c'è della gente di Piacenza che non si fa problemi ad andare a Ciao Darwin e invece se li fa a farsi avanti con noi.

22/11/07

IL (SECONDO) VIDEO DELLA SETTIMANA

In via del tutto eccezionale posto un secondo video della settimana, perchè riguarda un caso di cronaca recente e direi molto esemplificativo di tante cose e di come un gay può trovare il coraggio di affermare sè stesso a prescindere dalla sua formazione, dal suo contesto e dalle "pressioni" che lo circondano. Un bell'esempio di ventunenne gay italiano all'alba del 2008 :-) Questo video è ripreso da una puntata di otto e mezzo trasmessa da La7 e si riferisce alla puntata di Ciao Darwin trasmessa questa settimana (ma registrata qualche giorno fa).

21/11/07

CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE 1° DICEMBRE

Finalmente mi sono arrivati i files e la conferma ufficiale: in occasione del 1° dicembre (giornata mondiale per la lotta all'AIDS) anche a Piacenza verranno affissi 100 manifesti (progettati e realizzati dal coordinamento regionale ARCIGAY) per sensibilizzare nei confronti del test HIV, e sempre in quella data saremo presenti al banchetto che la LILA (Lega Italiana Lotta AIDS), allestirà in centro, distribuendo anche le cartoline relative alla suddetta campagna di sensibilizzazione. Qui di seguito allego le immagini dei poster (le affissioni dovrebbero essere tutte effettuate per il 25 e rimarranno perlomeno fino ai primi di dicembre). La presentazione dell'iniziativa alla città avverrà il 28 di questo mese. Speriamo sia una buona occasione per sensibilizzare, ma anche per dimostrare che la nostra associazione proprio con le mani in mano non se ne sta.



20/11/07

I VIDEO DELLA SETTIMANA

Questa settimana vi proponiamo tre video di Madonna e una piccola riflessione. Che Madonna sia una specie di simbolo (leggi "icona") per la comunità gay internazionale non è un mistero, ma purtroppo in Italia (e a Piacenza) tanti danno per scontato che sia solo una questione di immagine, trasgressione e bisessualità di cui Madonna non ha mai fatto molto mistero. In realtà la cantante ha sempre preso posizione a favore della comunità GLBT, perchè fin da adolescente ha avuto a che fare con essa (il suo insegnante di danza era gay, suo fratello era gay...) e negli anni 80 è stata una delle prime artiste a parlare di AIDS. Due dei video che seguono, ballati e straballati in tutti i locali gay del pianeta, omaggiano proprio il rapporto di Madonna col mondo gay. VOGUE è del 1990 e fa il verso al vogueing, una forma di danza moderna che all'epoca andava molto nei locali gay americani (e che grazie a Madonna si è diffusa in tutto il mondo) e DEEPER DEEPER del 1992 parla di coming-out. Madonna aveva dedicato anche la canzone IN THIS LIFE ad un suo amico morto di AIDS: non ne ha mai fatto un videoclip, ma siccome ne valeva la pena ve la offriamo nella versione tratta dal tour del 93-94. E' un peccato che questa artista venga presa come riferimento in maniera tuttosommato superficiale e disimpegnata. Se tutti i gay che impazziscono per lei ne cogliessero anche i risvolti più impegnati farebbero la coda anche per venire nella nostra associazione oltre che per andare in discoteca. :-(


19/11/07

Riflessione della settimana

Nell'ultima settimana mi sono capitati un paio di incontri con due ragazzi di 18 anni, entrambi gay ed entrambi di Piacenza, ed è stata una buona occasione per riflettere sul perchè e il percome la nostra associazione non è frequentata da ragazzi di quell'età. In realtà questi due ragazzi hanno due vite completamente diverse, ma in entrambi i casi credo che sia il fatto che sono diciottenni in Italia (e in particolare a Piacenza) che, per ragioni quasi opposte, finora li ha tenuti lontani da noi. Adesso dovrei motivare questa affermazione nel rispetto della legge sulla privacy, immagino, quindi li chiamerò X e Y. Partiamo da X: è nato e cresciuto a Piacenza (dove vive), sta in una famiglia decisamente benestante, da poco è dichiarato in casa e questo non gli ha creato grossi problemi. In compenso per la sua famiglia ciò che conta è l'immagine, quindi gli hanno imposto di iscriversi a Forza Italia e di fare un liceo che in realtà non gli interessava, ma lui ha fatto buon viso a cattivo gioco pensando - comprensibilmente - che una famiglia che offriva certe possibilità era il caso di tenersela buona. Nonostante alcuni vincoli legati alla sua età (che probabilmente verranno meno fra qualche anno), non ha particolari problemi di spostamento e di portafoglio (perlomeno a giudicare dalle sue Gucci da 370 euro). Ha le sue frequentazioni gay e ha avuto le sue storie. E' un ragazzo intelligente, simpatico e sensibile, ma in tanto tempo che lo conosco non sono mai riuscito a convincerlo a venirci a trovare. Da dove arrivano queste remore? Non certo da difficoltà pratiche. Quindi di cosa si tratta? Pigrizia? Non credo: secondo me si tratta di blocchi psicologici che hanno radici in qualcosa di più profondo, magari al fatto che - come tanti gay piacentini - riesce ad accettarsi di più se circoscrive la sua vita gay ad un ambito ricreativo/affettivo e senza implicazioni di altro tipo. D'altra parte in questa città (e in questa nazione) la maggior parte dei gay (ma in effetti anche la maggior parte dei giovani) si comporta proprio così, ed è comprensibile che un diciottenne prenda come riferimento questi comportamenti senza porsi troppi problemi.
Ieri invece ho rivisto Y, un ragazzo che incontro saltuariamente da un paio d'anni e che "seguo" da quando si è rivolto a noi a causa di parecchi problemi che lo affliggevano. E' di origine maghrebina, famiglia musulmana trapiantata in Italia quando era molto piccolo, quindi culturalmente lui è molto italiano. La sua famiglia, mi diceva, è tuttosommato più aperta di tante famiglie italiane, però il clima che si respirava in casa sua non era per niente bello ed essendo lui estremamente sensibile è finito ricoverato in ospedale diverse volte e ha sofferto di crisi depressive. Io l'ho conosciuto fra due di queste crisi, quando la sua psicoterapeuta gli consigliò di rivolgersi a noi per relazionarsi con altri gay (e poi dicono che l'ARCIGAY non serve a niente!). Nonostante la giovane età ha deciso di lasciarsi la sua famiglia alle spalle, ora vive in una casa famiglia in provincia da dove tutti i giorni prende il suo autobus per andare a fare la scuola che lui ha scelto, e come se tutto ciò non bastasse fa anche il volontario alla croce rossa: è un ragazzo in gamba e l'unico motivo per cui ancora non si dichiara con tutti è perchè obbiettivamente la sua situazione è molto precaria e non può permettersi di rischiare quel poco di stabilità che ha ottenuto. Lui vorrebbe venire in associazione, frequentare altri gay con cui confrontarsi in maniera costruttiva, ma non può: perchè noi ci troviamo dopo le 21,00 e lui non ha mezzi pubblici a quell'ora, e non ha nessuno che gli può offrire un passaggio (anche perchè ovviamente la sua casa famiglia - come tutte le case famiglia italiane - ha un certo taglio, che non è esattamente...Come dire...Laico). E qui mi verrebbe da rinfacciare al comune e alla provincia tutta il fatto che - ancora nel 2008 - non pensa ai giovani che non abitano in città in quanto tali (che non necessariamente sono automuniti) e alle loro effettive esigenze, ma questo richiederebbe un discorso a parte, quindi meglio lasciar perdere. Questa piccola esternazione mi serviva giusto per ribadire che non c'è un solo modo per essere gay, nemmeno a Piacenza, ma anche che - disgraziatamente - ci sono delle fascie d'età che per un motivo o per l'altro vengono penalizzate proprio nel momento in cui ne avrebbero meno bisogno. E la vita in provincia non aiuta granchè.

17/11/07

PROGETTO COL CINEMA JOLLY

Ieri sera l'associazione, nella persona del sottoscritto presidente e del promotore Sebastiano, ha preso ufficialmente contatto col cinema Jolly (la sala "alternativa" della provincia di Piacenza), nella persona del proprietario/gestore Roberto. L'idea era di usare anche questa sala per delle attività relative agli scopi dell'associazione, come peraltro era stato fatto con una rassegna cinematografica (durata 8 settimane ogni giovedì) 3 anni fa (come vola il tempo) con la precedente gestione de L.'A.T.OMO. Stavolta però si pensava di darle un'impostazione diversa, organizzando degli eventi mensili con ospiti di un certo rilievo e interventi di un taglio un pochino più ghiotto. Vedremo un po' cosa salterà fuori man mano che questo progetto (che partirà non prima di febbraio 2008) prenderà forma. Come vedete ci stiamo dando da fare (o almeno ci proviamo).

15/11/07

PRIMO INCONTRO CON L'ASSESSORE ALLE PARI OPPORTUNITA'

Stamattina, finalmente, l'associazione (nella persona del sottoscritto presidente e del determinato nuovo aquisto Domenico) ha preso ufficialmente contatto con l'assessora alle pari opportunità del Comune di Piacenza Katia Tarasconi, alla quale abbiamo fatto presente le nostre necessità e abbiamo lanciato qualche proposta (tipo far rientrare Piacenza nella rete READY dei comuni italiani contro la discriminazione). Visto che solo fra un paio di settimane avremo delle risposte preferisco non mettere il carro davanti ai buoi e rimandare i dettagli ai prossimi aggiornamenti, ma se non altro il nostro breve incontro è sembrato nascere sotto dei buoni auspici, non foss'altro perchè abbiamo scoperto che l'assessora ha lungamente studiato negli Stati Uniti (mi è parso di capire a Miami) ed è pure andata ad un Gay Pride newyorkese in compagnia di un suo prof (ovviamente gay). Tutti punti a favore, direi. In ogni caso vi terremo aggiornati.

13/11/07

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Questa settimana recupero un video di Jimmy Sommerville che anche se guardato a distanza di 23 anni presenta ancora degli spunti di riflessione molto attuali, che magari visti col senno di poi aquistano anche un po' di valore aggiunto... Soprattutto se si considera che temi come il bullismo e l'omofobia iniziano solo ora ad essere sulla bocca degli italiani... Fra parentesi la canzone si chiama SMALLTOWN BOY e direi che si sposa proprio bene con la realtà della nostra provincia (e con quella di tante altre cittadine di provincia, purtroppo). Quanti giovani piacentini e piacentine hanno lasciato la nostra città - anche recentemente - proprio perchè non ne potevano più??? Meditate gente, meditate!

12/11/07

Riflessione della settimana

Ieri sono stato a Bologna per partecipare alla riunione del movimento GLBT italiano (ovvero l'insieme delle associazioni e dei collettivi che scelgono di rientrare in questa definizione e di portare avanti delle battaglie in comune), in vista dell'organizzazione del prossimo corteo del gay pride che - sembra proprio confermato - si terrà a Bologna il 28 giugno 2008 (una volta tanto cadrà nella data precisa della rivolta di Stonewall). Il clima era molto partecipe, ma rispetto a come mi avevano descritto questo tipo di riunioni si è trattato di una platea molto composta ed educata (nonostante si trattasse di un centinaio di persone abbondanti, e ognuna a rappresentare una realtà diversa). Tra l'altro è stata una buona occasione di confronto e qualche buono stimolo è arrivato in questa occasione. Adesso vedremo di applicare in pratica. Nel frattempo questa settimana si annuncia decisamente interessante: mercoledì 14 alle 9,30 un incontro alla LILA di Piacenza per pianificare la giornata del 1° dicembre e la relativa presentazione ufficiale il 28 di questo mese. Giovedì 15 l'incontro con l'assessora alle pari opportunità di Piacenza (finalmente), che per male che possa andare sarà comunque una buona occasione per farci conoscere. Questa settimana ci informeremo anche riguardo al venerdì gay che - pare - stia facendo il Chikos di Piacenza, non sia mai che ritorneremo a fare banchetti in città. Se tutto va bene stasera avremo anche preparato anche i documenti per iscriverci alle consulte comunali. Quindi come vedete proprio con le mani in mano non siamo. Vi terrò aggiornati.

08/11/07

Riflessione della settimana

Domenica scorsa ho assistito al consiglio direttivo dell'arcigay Orlando di Brescia, anche perchè volevo proporre una collaborazione nell'ipotesi di allestire un banchetto alla discoteca Out Limits, dove effettivamente transumano tanti piacentini nei sabati invernali (nelle domeniche i gay piacentini tendono a spostarsi verso Milano, che di sabato per andare al Borgo del tempo perso, per gli amici "Il Borgo"), visto che da noi mancano i locali. Comunque andando al direttivo di Brescia son rimasto basito dal fatto che oltre ai membri del consiglio ci fossero spettatori per un totale di 27 persone (me compreso). Questa si che è partecipazione! OK...Quell'arcigay opera quasi ininterrottamente da 12 anni, però penso che a prescindere dalla sua anzianità credo sia anche una questione di mentalità: probabilmente a Brescia l'omosessualità è vissuta in maniera...Come dire...Più sentita. Questo però dipende anche dal fatto che in quella città ho notato che tutta la comunità GLBT è molto più visibile: domenica mattina ero in un bar (uno qualsiasi, in centro) pieno di gay di mezza età che parlavano di cose gay e la sera ero in un pronto pizza pieno di gay e di trans che cenavano prima di andare a lavorare, e non c'era nessuno degli etero presenti che guardava in modo strano o faceva commenti. Questa cosa mi rendo conto che a Piacenza sarebbe un po' fantascientifica, e questo spiega perchè da noi le trans e i trans vivono abbastanza male e non si vedono quasi mai in giro di giorno, mentre i gay fanno di tutto per camuffarsi. La domanda però è un'altra: a Brescia il mondo GLBT funziona diversamente perchè il clima è più favorevole o è il clima a essere influenzato dalla diversa mentalità della comunità GLBT? Non so spiegarmelo, però forse le due cose si influenzano a vicenda. D'altra parte credo che sia anche una questione di situazioni contingenti che sono molto diverse. Mi viene da pensare ad esempio che l'unica università piacentina (se si esclude un distaccamento del politecnico di Milano) è cattolica e sicuramente NON ha un clima che favorisce la presa di coscienza dei giovani GLBT. Questo potrebbe spiegare perchè nell'arcigay di Piacenza non ci sono universitari e universitarie di Piacenza, ad esempio. Oppure mi viene da pensare al fatto che Brescia ha dei mezzi pubblici molto più efficenti e funzionali che non da noi, e questo permette a tante persone di muoversi facilmente anche dalle zone limitrofe della città nelle ore serali, mentre da noi c'è della gente senza patente che pur abitando a pochi km (ad esempio a Gossolengo) è costretta a chiedere dei passaggi per venire alle riunioni del giovedì. Oppure, e qui concludo, a Brescia le occasioni per trovare un lavoro ed emanciparsi dalla famiglia, o magari da situazioni lavorative sgradevoli e omofobe, non mancano, quindi le persone si sentono più libere di esporsi. Non so...Però so che all'arcigay di Brescia ci vanno persone che - giustamente - pensano anche a divertirsi, mentre a Piacenza la maggior parte delle persone che pensa a divertirsi pensa solo a quello e neppure prova a prendere contatto con noi. Mi sa tanto che la nostra associazione ha davvero molto lavoro da fare! Comunque siamo qui per quello.