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sabato 6 agosto 2016

NOTA SULLE UNIONI CIVILI A PIACENZA

In questi giorni tumultuosi, l'associazione Arcigay Piacenza L'ATOmo ha tentato di raccogliere più informazioni possibili in merito alla questione sollevata dai senatori Cirinnà e Lo Giudice che vedrebbe il PD cittadino negare la sala per i matrimoni di Palazzo Farnese per celebrare le unioni civili. Attraverso il segretario locale, Davide Bombini, abbiamo contattato l'assessore Buscarini per dipanare qualsiasi dubbio in merito all'impegno del Comune di Piacenza per l'affermazione dei diritti civili. L'assessore ha chiarito di essere stata fraintesa dalla giornalista della Libertà - giornale locale - sulla questione della concessione della sala di Palazzo Farnese. In questa fase "d'assestamento" il governo della città sta applicando delle pratiche transitorie per arrivare entro inizio settembre 2016 - assicura Buscarini - al pieno utilizzo della sala in Palazzo Farnese, oltre che alla Villa Comunale in uso - sempre da settembre prossimo - per la celebrazione dei matrimoni civili. 
Dunque, parebbe essersi trattato di un malinteso. Per quanto ci veda turbati il fatto che il Comune abbia difficoltà nell'applicare già da subito l'articolo che prevede l'uso delle sale adibite alla celebrazione dei matrimoni civili - dubbi che affidiamo a Rita Mura di Agedo allegando la sua nota -  l'assessore Buscarini prima e l'assessore Piroli poi, hanno assicurato che è piena intenzione della giunta di applicare pedissequamente la legge sulle unioni civili. 
L'attenzione dedicata alla nostra città da parte dei senatori PD sopraccitati ci fa ben sperare, ovvero il sapere che si vigili sul fatto che venga applicata la norma alla lettera stabilizza un clima di affermazione dei diritti civili. Cogliamo l'occasione per invitare i cittadini che dovessero trovare delle difficoltà nell'avviare l'iter per sancire l'unione civile a contattarci per sfruttare il canale di collaborazione stabilito in questi anni tra Arcigay piacenza L'ATOmo e le istituzioni cittadine. Canale che vorremmo aprire anche con i senatori Cirinnà e Lo Giudice, così solerti nell'impegnarsi per la nostra realtà locale, a sostegno delle attività che la nostra associazione porta a vanti sul terriotorio, a partire dal rapporto diretto tra Arcigay e cittadini LGBTI. 
La nostra associazione rinnova l'impegno nel vigilare sul rispetto dei diritti, oltre a confermare la volontà di assistere le persone in difficoltà.

Se di diritti civili si è parlato apertamente, in realtà questa faccenda tocca gli affetti delle persone. Quando si trattano temi che coinvolgono la sfera personale, sarebbe bene usare accortezza e tatto. Ci sentiamo di richiamare alla dimensione umana tutti gli attori coinvolti in questo episodio, poiché le dinamiche di partito e le questioni burocratiche devono rimanere separate dalla vita quotidiana ed emotiva delle persone. Il rischio di strumentalizzazione è forte, anche se involontario, e i nostri politici devono sempre agire senza rischiare di ledere l'integrità dei cittadini.

Arcigay Piacenza L.'A.T.Omo.

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In questi giorni così roventi - e non solo per il clima -  in città è scoppiato il caso “location” per le unioni civili fra persone dello stesso sesso.
E’ notizia di ieri che anche il Comune di Piacenza sta cercando di abbreviare i tempi per venire incontro alle richieste delle coppie che stanno aspettando questo momento da troppo tempo. L’Assessore ai Servizi per il cittadino, Giorgia Buscarini, ci ha comunicato che la modulistica per la richiesta di usufruire delle unioni civili è da oggi scaricabile dal sito del Comune di Piacenza, come previsto dalla legge 76/2016 e successivo decreto ponte attuativo.
In un primo tempo veniva negata la Sala Pierluigi di Palazzo Farnese, sala destinata ai matrimoni civili, in quanto le unioni civili non sono una celebrazione ma una registrazione (fonte Libertà 4/8/2016). I senatori della Repubblica Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice, venuti a conoscenza della notizia, hanno inviato una comunicato alla Giunta comunale cittadina in cui chiedono di rivedere la decisione presa in quanto in contrasto con la legge stessa sulle unioni civili. Decisione che, oltre a risultare discriminatoria, potrebbe essere perseguibili in sede legale.
Arrivati sino a qui, l’Assessore Giorgia Buscarini rilascia una dichiarazione in cui precisa che la scelta è stata presa in via provvisoria, considerata l’urgenza del caso e tenendo conto della mole di lavoro in più a cui l’Amministrazione deve far fronte (fonte Libertà 5/8/2016).
Sulla vicenda interviene anche l’Assessore alle Pari Opportunità, Giulia Piroli, che rimarca l’operato della collega di Giunta dichiarando: "La questione della sede da utilizzare per celebrare le unioni civili  è meramente organizzativa. Come precisato dalla mia collega di Giunta, Giorgia Buscarini, la si è affrontata in maniera provvisoria proprio per rispondere immediatamente alle richieste di poter esercitare un diritto, ma sarà meglio definita nel tempo".
Tutto ciò premesso, se la Sala Pierluigi di Palazzo Farnese è stata destinata dall’Amministrazione Comunale per la celebrazione dei matrimoni civili, non riesco a capire quali siano questi impedimenti organizzativi che fanno slittare l’uso per le unioni civili. Perché le prime coppie che si uniranno si dovranno accontentare di una stanza nella sede del Comune di Viale Beverora? Semmai, l’organizzazione riguarda l’ufficio preposto e non certo la Sala di Palazzo Farnese.
Se il nostro governo, invece di approvare questa legge - a mio parere monca e discriminante anche nei confronti dei bambini, ma non è questa la sede per discuterne - avesse esteso il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso, la mole di lavoro sarebbe aumentata ugualmente, ma la sala in questione sarebbe stata concessa subito; tra l’altro la stessa legge 76/2016 prevede che vengano utilizzate le stesse “location” destinate ai matrimoni civili.

Rita Mura – AGEDO (Associazione genitori, parenti e amici di omosessuali)

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