NEWSLETTER!

Inserisci qui sotto la tua e-mail e sarai sempre aggiornato sulle nostre iniziative!

Inserisci QUI SOTTO la tua e-mail e riceverai tutti i nostri aggiornamenti!

martedì 12 luglio 2016

COMUNICATO STAMPA SULLA TRAGEDIA DELLA A21

Purtroppo il terribile incidente del 9 luglio sulla A21, all'altezza di Piacenza, non ha lasciato scampo a Valentina Schenone (26 anni) e Anna Parodi (23 anni), le due ragazze di Aquaviva (frazione di Mele, Comune dell'area metropolitana di Genova) che erano partite per una vacanza a Rimini assieme ai loro due cani. Al di là della tragedia, però, spiace molto constatare che il trattamento riservato alle due ragazze dai media piacentini ha reso il tutto ancora più triste. Infatti da nessuna parte le due sono state definite una coppia, o perlomeno due compagne, ma semplicemente "amiche" (anche se in qualche caso è stato riportato che volevano formare una famiglia). E questo nonostante avessero iniziato la loro convivenza da otto mesi, alla luce del sole e benvolute da tutta la loro comunità. Possiamo capire che l'orientamento sessuale di una persona sia considerato un dato sensibile, tutelato dalla legge sulla privacy, ma crediamo che quando è vissuto alla luce del sole non ci sia ragione per cui alcuni quotidiani (come il Secolo XIX) possano riportare le cose come stanno, mentre altri debbano ancora sentirsi in dovere di sorvolare sull'argomento. Anche perchè, se le vittime fossero state una coppia di giovani eterosessuali, sicuramente i media non avrebbero mancato di puntare l'attenzione sul fatto che si trattava di una coppia a tutti gli effetti, che ha concluso la sua storia d'amore nel peggior modo possibile. Ci dispiace, quindi, constatare che ci sono ancora due pesi e due misure, soprattutto considerando che è appena diventata effettiva una Legge sulle Unioni Civili (di cui, forse, le due ragazze avrebbero voluto beneficiare).
Se in futuro al centro di un fatto di cronaca ci sarà una coppia omosessuale unita civilmente cosa succederà? Si preferirà non toccare l'argomento per non urtare la sensibilità di chi non è d'accordo al riconoscimento delle coppie omosessuali? Si continuerà a parlare di "amici" o "amiche" per non legittimare troppo la loro condizione?
Speriamo vivamente che in futuro le cose possano cambiare, anche solo per una questione di rispetto nei confronti delle vittime di tragedie come questa.

Nessun commento: