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mercoledì 24 febbraio 2016

COMUNICATO STAMPA SU LEZIONE "GENDER"

Nel liceo Colombini di Piacenza alcuni studenti si sono ritrovati alla prese con una conferenza di Massimo Gandolfini, portavoce del Family Day, proposta dalla loro insegnante di religione. Ad alcuni di loro la cosa non è andata giù, e hanno contattato sia noi che alcuni giornalisti, che gli hanno dedicato ampio spazio.

Qui di seguito condividiamo il nostro comunicato stampa, che purtroppo è stato ripreso solo da pochi media locali.

 A seguito della conferenza di Massimo Gandolfini proposta da un'insegnante del Liceo Colombini di Piacenza, anche la nostra associazione è stata contattata da diversi studenti contrariati da questa iniziativa, tanto per l'approccio quanto per il contenuto. E da parte nostra abbiamo contattato la Vicepreside per farglielo presente e per esprimere il nostro parere. Sicuramente è legittimo che un'insegnante di religione esprima il suo punto di vista, e che eventualmente esprima la sua disapprovazione, su determinati argomenti. Quello che ci sembra scorretto è che, per sostenere la sua tesi, utilizzi del materiale che è stato ufficialmente sconfessato dall'Ordine degli Psicologi e da praticamente tutta la comunità scientifica propriamente detta. La cosiddetta "ideologia gender" è stata elaborata ad arte, sovrapponendo e confondendo in maniera impropria una serie di nozioni e di concetti provenienti da vari ambiti accademici. Il tutto per giustificare quei pregiudizi e quegli atteggiamenti omofobi che, fondamentalmente, sono funzionali all'affermazione di alcuni principi ormai superati (inferiorità della donna, emarginazione delle minoranze, condanna dell'emancipazione sessuale e dell'autodeterminazione del corpo, repressione delle nuove variabili sociali) da cui traggono forza quelle gerarchie sociali, politiche e culturali che hanno tutto l'interesse a mantenere l'Italia in uno stato di Medioevo forzato, per conservare determinati equilibri di potere. Portare cose come "l'ideologia gender" in una scuola pubblica, legittimandole al pari di una qualsiasi altra teoria scientifica, oltre che scorretto ci sembra anche pericoloso, soprattutto in mancanza di un contraddittorio e di un'adeguata formazione degli studenti in materia di educazione sessuale e sentimentale, come avviene in tutti i paesi del mondo occidentale. Vorremmo inoltre ricordare che, mentre le conferenze di Massimo Gandolfini possono essere inserite senza particolari problemi, qualche anno fa la proposta di un semplice questionario per conoscere la percezione dell'omofobia nelle scuole superiori di Piacenza è stata stroncata sul nascere, mentre un recente sondaggio condotto dal sito skuola.net su 4000 studenti conferma, tra le altre cose, che in Italia un terzo degli intervistati dice di non aver mai parlato di omosessualità a scuola e un settimo denuncia che, quando se ne è parlato, i propri professori l'hanno definita una "malattia". Uno studente su cinque dice che non rivelerebbe mai la sua omosessualità e un terzo denuncia casi di omofobia da parte di docenti e coetanei in ambiente scolastico, e sicuramente in questo contesto proporre una conferenza di Massimo Gandolfini non aiuta. Detto questo siamo a disposizione del Liceo Colombini e di qualunque Istituto senta la necessità di consultarci per affrontare certi argomenti in maniera più equilibrata, mettendo a disposizione anche la competenza degli psicologi e dei professionisti qualificati che collaborano con noi ormai da diversi anni.


Ovviamente ci teniamo a congratularci con tutti quegli studenti che non hanno accettato passivamente la proiezione della conferenza di Massimo Gandolfini.

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