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domenica 29 aprile 2012

ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI PIACENZA

Ciao a tutti e a tutte, come saprete anche a Piacenza stanno arrivando le elezioni amministrative.
Generalmente in questi casi ci si aspetta che un circolo Arcigay debba essere in prima fila per sostenere questo o quel candidato, magari piazzando un proprio rappresentante in qualche lista. In questo senso la nostra associazione è un po' anomala: un po' perchè scarseggiamo di persone che vogliono fare carriera in politica, un po' perchè abbiamo notato che nel nostro territorio è molto difficile interagire con la classe politica e un po' perchè pensiamo che per "fare politica" in modo sano - soprattutto in questo periodo - dobbiamo mantenerci davvero distinti e distanti dai partiti. Anche perchè in questo modo possiamo evitare di scendere a compromessi che nel lungo periodo possono rivelarsi imbarazzanti e controproducenti. Detto questo pensiamo che sia comunque nostro dovere segnalare chi ha deciso di contattarci di sua spontanea volontà per dichiarare la sua vicinanza alle nostre problematiche. Quindi ora non parleramo di chi ci ha proposto di fare entrare qualcuno di noi nella sua lista, ma di chi ci ha contattato per farci delle proposte concrete e di chi ha già dimostrato coi fatti di essere vicino alla comunità LGBT di Piacenza.
Partiamo dalla candidata consigliera Giulia Piroli, già consigliera nell'amministrazione uscente.
 L'abbiamo conosciuta in occasione di una manifestazione di sensibilizzazione che avevamo organizzato davanti alla prefettura tre anni fa, e da allora è diventata il personaggio politico di Piacenza più presente alle nostre iniziative e alle nostre serate di approfondimento. Il suo supporto alla causa dei diritti civili e contro l'omofobia si è concretizzato con la proposta di una mozione contro l'omofobia, che è passata al secondo tentativo il 16 maggio 2011. Inoltre è riuscita a fare inserire nel nuovo regolamento della polizia municipale delle specifiche che riguardano la parità di trattamento per i cittadini LGBT. Oltretutto è l'unica candidata che nel suo sito nomina chiaramente la lotta all'omofobia nel suo programma. Se non ci credete CLICCATE QUI.
 Segnaliamo anche che siamo stati contattati da Manuel Rossi, altro candidato consigliere nella stessa lista, che ci ha garantito il suo supporto quando e se dovesse essere eletto. Ovviamente, non avendo mai ricoperto una carica pubblica nell'aministrazione di questa città non possiamo ancora fornirvi riscontri oggettivi, ma non abbiamo nemmeno motivi per dubitare della sua buona fede, anche perchè molti anni prima di lanciarsi in politica aveva partecipato alla nostra fiaccolata contro l'omofobia, nel 2009.
 Sappiamo che segnalare due candidati nella stessa lista può sembrare una scelta un po' insolita e forse controproducente, ma ci sembrava corretto premiare da una parte la costanza e la determinazione e dall'altra la buona volontà e il coraggio di esporsi da subito per i diritti gay. Se appartenete alla comunità LGBT di questa città, pensate di votare e credete che sia il caso di votare considerando gli spazi per eventuali interventi a favore di problematiche specifiche per i cittadini omosessuali e transessuali forse dovreste considerare un voto di preferenza che vada oltre alle simpatie individuali, e quindi speriamo di avervi offerto qualche idea in più. Detto ciò vi informiamo che abbiamo contattato tutti i candidati sindaci di Piacenza per chiedergli un parere riguardo all'eventuale futura applicazione della famosa mozione contro l'omofobia, ma non ci ha ancora risposto nessuno (fatto solvo il caso di Paolo Dosi, che però rispose in occasione delle primarie).
Restiamo in attesa.

RASSEGNA STAMPA

La nostra mamma AGEDO Rita Mura è stata intervistata dal giornalista Giovanni Molaschi di Repubblica, per un articolo del magazine "D", in cui parla del rapporto fra genitori e figli omosessuali. Potete leggerlo qui di seguito.
Brava Rita!

"Dieci anni valgono una vita? Gli avvocati di Tyler Clementi hanno chiesto che Dharun Ravi rimanga in carcere fino al 2022. Dharun svelò con un video che Tyler, compagno di college, era gay. Il ragazzo, che aveva sempre tenuta nascosta la sua omosessualità per paura, non è riuscito a sopportare l’impatto che il video aveva avuto sui suoi compagni e il 22 settembre 2010 si è buttato dal George Washington Bridge. L’omertà che ha contraddistinto la breve vita del diciottenne è la stessa che scandisce l’esistenza di molte persone omosessuali, zittite dallo sguardo altrui.

Robert, l’ex fidanzato di Francesco, è morto da eterosessuale. I familiari non sapevano della vita che l’uomo conduceva lontano da loro. “Il giorno del suo funerale" racconta Francesco, "la madre ha riflettuto sul silenzio di Robert. Mi ha ripetuto più volte che lui le aveva negato la conoscenza di una persona che avrebbe voluto amare”. Rita, la madre di Francesco invece sa dell’omosessualità del figlio da trent'anni. “A mamma ho detto di essere gay dopo essermi accettato. Il coming out con lei ha preceduto la prima storia d’amore importante”. Rita è presidente di Agedo (Associazione Genitori di Omosessuali), e non si era accorta dell’omosessualità del figlio. “I genitori pensano sempre di sapere tutto dei figli. Ma in realtà vediamo di loro solo quello che ci fa più comodo. Mi ritenevo una persona aperta eppure con Francesco ho capito che il rapporto puoi avere con un amico gay non è paragonabile a quello che vivi con tuo figlio”. Anche Ettore ha dovuto rimettersi in discussione dopo aver scoperto l’omosessualità di Margherita, sua figlia. “Io e mia moglie siamo insegnanti. Eravamo preparati su gay e lesbiche eppure davanti il coming out di Margherita abbiamo iniziato a ragionare sugli errori commessi. Come genitori non avevamo mai pensato all’orientamento sessuale di nostra figlia. Quando ci ha detto di essere lesbica si è aperto uno scenario”. Un panorama promettente che Margherita ha potuto vedere dopo aver superato le chiusure dei genitori. “Con mio padre, sottolinea la donna, non c’è stato dialogo per tre anni dopo la scoperta della mio orientamento sessuale. Ci siamo rincontrati di notte, davanti un film gay-friendly visto insieme. La condivisione per noi è stata molto importante. A quel punto ci ritrovavamo ai pasti a tavola anche con la mia fidanzata”. L’amore per un'altra donna ha illuminato anche Claudia. La ragazza ha raccontato alla madre della sua omosessualità dopo esser stata sorpresa al telefono con la fidanzata. “All’inizio ho negato. Ero convinta che mamma reagisse male. Io stessa, prima di accertarmi, sono stata omofobica. L’attrazione verso le altre donne era qualcosa di sporco, da nascondere”. “Il confronto con mia figlia, sottolinea Mirella, la madre di Claudia, è servito per capire tutti i disagi irrisolti che avevo visto in lei. Per molto tempo mi era sembrata una sconosciuta. Non avevo capito che si era innamorata”. 


Rita M., invece, si era accorta dell’omosessualità di Antonio. “Dentro di me lo sapevo”. La sensazione materna ha dovuto scontrarsi con lo scalpore del marito. “Al padre di Antonio la sessualità del figlio ha creato molti problemi. Abbiamo discusso molto. Per me era inconcepibile il suo tabù, non palesato con le figlie”. “Senza mia madre, racconta Antonio, mio padre non sarebbe mai cresciuto. Da parte sua non c’era disponibilità al dialogo”. Un confronto iniziato prima che il ragazzo perdesse la verginità. “Ho fatto in modo che la mia famiglia scoprisse la mia omosessualità prima delle frequentazioni importanti”. 

Un sentimento che ha vissuto anche Francesco che conclude spiegando: “Il coming out con mia madre mi ha aiutato ad essere la persona che sono oggi. Trent’anni dopo il confronto con la mia famiglia posso dire di vivere un presente onesto”. Il rispetto verso gli altri non si misura solo dalle buone maniere. (26 aprile 2012)"

sabato 21 aprile 2012

APPUNTAMENTO

In un momento storico in cui l'ignoranza e l'omofobia cercano sempre di avere l'ultima parola abbiamo pensato che poteva essere interessante passare una serata parlando di arte e omosessualità, per capire meglio cos'è l'arte a tematica gay, l'arte omoerotica e la gay art. Una tendenza artistica di cui in Italia si parla molto poco, ma che che in passato è stata profondomante legata alla storia e alla cultura del nostro paese, e che oggi è ancora estremamente vivace in diverse parti del mondo.
L'appuntamento è per martedì 24 aprile alle 21.00 presso SPAZIO4, in Via Manzoni 21 a Piacenza.

martedì 3 aprile 2012

SONDAGGIO!

Nell’UE, a parte qualche sporadica notizia riguardante episodi di discriminazione di cui sono vittime persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT), sono stati raccolti pochissimi dati comparabili relativi alle esperienze quotidiane di discriminazione subite dalle persone LGBT. In base ai risultati del sondaggio, i decision makers a livello nazionale ed europeo, nonché le organizzazioni non governative o della società civile, saranno in grado di orientare meglio le loro strategie ed attività di promozione e sostegno delle comunità LGBT volte alla creazione di un ambiente libero dalle discriminazioni, in cui si possa vivere ed esprimersi liberamente. Al fine di dare il giusto peso ai risultati, l’indagine conta sulla partecipazione di un ampio e diversificato gruppo di persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender in ogni paese coinvolto. Questo è il primo sforzo profuso a livello UE per raccogliere le esperienze delle persone LGBT nell’ambito del sondaggio più ampio mai svolto in questo settore – fai in modo che anche la tua esperienza conti!

Si tratta di un sondaggio ANONIMO e ti invitiamo a compilarlo per dare modo al Parlamento Europeo di avere un'idea più precisa di come viviamo nel nostro paese. Per iniziare a compilarlo clicca sul banner qui sotto!