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lunedì 11 luglio 2011

RASSEGNA STAMPA

Ciao a tutti e ciao a tutte.
Qui di seguito vi esponiamo un botta e risposta avvenuto sulle pagine della posta del quotidiano LIBERTÁ. Il 5 luglio un lettore, presumibilmente cattolico convinto, ha scritto la lettera che potete leggere cliccando sull'immagine qui sotto.
Ovviamente noi abbiamo risposto con una lettera molto dettagliata, che peraltro elencava i motivi per cui attualmente la chiesa cattolica rischia di essere presa di mira nelle manifestazioni a favore dei diritti omosessuali, ma non è stata pubblicata. Probabilmente perchè andava troppo nel dettaglio e metteva in cattiva luce i vertici della chiesa cattolica. A quanto pare anche e soprattutto nelle realtà di provincia come la nostra è sempre meglio non criticarla troppo apertamente, per non rischiare troppe polemiche e qualche ripercussione, e questo - se non altro - dimostra una volta di più quanto può essere influente. In ogni caso un nostro socio ha voluto dire la sua in maniera abbastanza incisiva, e la sua lettera è stata pubblicata. Qui di seguito potete leggerla anche voi cliccando sull'immagine.
Detto questo vorremmo precisare che, a scanso di equivoci, le associazioni gay non nascono per criticare la chiesa cattolica o qualsiasi altro tipo di culto, anche perchè - per fortuna - hanno molte altre cose a cui pensare. Se poi organizzano delle manifestazioni in cui lasciano la libertà di dissentire dalla chiesa cattolica, e questo avviene in maniera provocatoria, forse bisognerebbe chiedersi per quale motivo ci sono delle persone che arrivano a questi livelli di esasperazione. In ogni caso possiamo garantire che l'immagine di Papa Ratzinger che ha urtato il lettore non era un manifesto, ma un cartello fatto in casa utilizzando la foto di un'opera dello scultore Paolo Schidlin. La scultura nel 2008 suscitò aspre polemiche e contribuì persino ad annullare una mostra d'arte a Milano. Al di là delle reazioni che può suscitare nel pubblico, bisogna comunque considerare che nasceva dall'esigenza di rappresentare le contraddizioni presenti nella chiesa cattolica, che spesso predica bene e razzola male. In particolare quando condanna ufficialmente l'omosessualità, ma chiude un occhio nei confronti dei prelati omosessuali che non si dichiarano, pur avendo una vita sessuale molto frenetica. Infatti in questi casi ciò che conta è che all'apparenza rimangano in linea con i dettami ufficiali, e che abbiano una vita omosessuale "discreta" e lontano dai riflettori. E se malauguratamente accadono scandali (e recentemente ce n'è stato qualcuno anche nella nostra provincia), si affretta ad insabbiare il caso e a fare pressione perchè non abbia troppo eco sui media. Con queste premesse il cartello esibito nel Gay Pride di Milano era davvero così fuori luogo?
A voi giudicare.

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