NEWSLETTER!

Inserisci qui sotto la tua e-mail e sarai sempre aggiornato sulle nostre iniziative!

Inserisci QUI SOTTO la tua e-mail e riceverai tutti i nostri aggiornamenti!

venerdì 8 maggio 2009

LA LETTERA DI OGGI

Salve a tutti e tutte, oggi rispondiamo pubblicamente a una e-mail che ci è arrivata in questi giorni, visto che parla di un argomento che sicuramente stà a cuore a diverse persone.

F. ci chiede:
"Buona sera visto che il Pick Up non funziona più come bar gay, volevo sapere
se cè un'altro bar gay a Piacenza. Grazie."

Gentile F.,
mi spiace di dover essere proprio io a dirtelo, ma attualmente di bar che facciano da ritrovo per i gay di Piacenza non ci risulta che ce ne siano. Il Pick Up ha avuto questo ruolo negli ultimi sette anni, ma non ha mai voluto qualificarsi davvero come bar gay, e tantomeno ha voluto investire in maniera concreta su questa clientela. La stessa nomea era nata quasi per caso quando - nel 2001 - un barista gay lo aveva preso in gestione la sera, attirando dei suoi amici, che con il passaparola ne avevano fatto un punto di aggregazione importante (prendendo gradualmente il posto di un altro bar, lo Zanzibar). Tre anni dopo quel barista si è trasferito a Milano, e il suo posto è stato dato ai ragazzi che lo hanno gestito fino all'anno scorso, e che non sono stati in grado di mantenere la clientela gay e lesbica che si era fidealizzata negli anni precedenti, perdendola in maniera sempre più consistente. Ora i proprietari del Pick Up, vedendo che non funzionava più con i gay, hanno preferito cambiare clientela, anche perchè non hanno mai voluto la qualifica di bar gay (tant'è che durante il giorno hanno sempre avuto una clientela di tutt'altro tipo, e iniziavano a trovare la qualifica "gay" molto imbarazzante). L'idea di comparire sulla guida gay internazionale Spartacus per l'anno 2009 non era venuta ai proprietari, ma agli ultimi gestori, nel tentativo di attirare nuovi clienti (tentativo che non è riuscito per vari motivi), ed è altamente probabile che molta gente da tutta Italia (e dall'estero) passerà ancora di lì, rimanendo particolarmente delusa, visto che a quanto ci risulta i proprietari stanno rinnovando anche il personale e il genere di musica che fanno ascoltare, proprio per non avere più niente di "gay". Una ragazza che ha lavorato al Pick Up negli ultimi anni ha preso in gestione recentemente un baretto in Via Dante, e si era sparsa la voce che si trattasse di un nuovo bar gay, ma lei ha tenuto a precisare che, anche se non esclude la clientela gay, quello non è assolutamente un bar gay, e non si rivolge a quella clientela (tant'è che ci ha chiesto esplicitamente di non spargere questa voce priva di fondamento). Infatti la clientela gay se ne è andata subito anche da lì, sparpagliandosi definitivamente. Ora quelli che possono permetterselo se ne vanno direttamente in altre città, e quelli che non hanno i mezzi si ritrovano con un palmo di naso. Purtroppo si fa molta confusione fra bar gay e bar frequentati da gay: un bar gay è un bar che decide di puntare sui clienti prettamente omosessuali o gay-friendly durante tutto l'orario di apertura, che espone materiale e riviste a tema (come Pride e Clubbing) e che non si fa problemi a promuovere iniziative di un certo tipo in maniera continuata. Non basta piazzare due baristi gay e mettere CD di Madonna a tutto volume dalle 21,00 in poi, purtroppo. E non basta nemmeno dedicare una o de serate - più o meno baraccone - all'anno (perchè queste erano le cadenze del Pick Up) per promuovere le aperture di alcune disco gay nelle vicinanze. Anche se a Piacenza ci sono diversi locali gestiti prettamente da gay e lesbiche, nessuno di questi vuole accollarsi il titolo di "bar gay", ma la colpa non è solo di chi li gestisce. Infatti i gestori (e in particolare proprio quelli gay) hanno paura che nel momento in cui scegliessero di pubblicizzarsi come bar gay rischierebbero di tenere alla larga buona parte dei gay e delle lesbiche di Piacenza, che - vivendo in un contesto molto provinciale - hanno ancora dei seri problemi di visibilità e autoaccettazione, e sanno anche che gli etero farebbero altrettanto per non essere scambiati per omosessuali (orrore!). Secondo noi più che un dato certo questa è una paura (magari dovuta a una buona dose di omofobia interiorizzata), anche perchè con tutti gli omosessuali che ci sono a Piacenza un bar gay - gestito come si deve - farebbe soldi a palate e riuscirebbe ad attirare anche i clienti che inizialmente sono reticenti. D'altra parte se non ci sono punti di ritrovo dichiaratamente gay a Piacenza tanti gay non si abitueranno mai all'idea di frequentarli senza problemi, e quindi non apriranno i bar gay a Piacenza per paura di non avere clienti. Questo è quel che si dice un circolo vizioso, ed è uno dei motivi per cui la maggioranza della gente che frequentava il Pick Up non ha mai nemmeno provato a mettere piede da noi, che siamo un'associazione dichiaratamente gay. Siccome ci rendiamo conto che la mancanza di un punto di ritrovo in una città come questa può creare notevoli disagi a chi non ha la possibilità di frequentare Milano, Cremona, Brescia, Parma o altre provincie, ci piacerebbe cercare di pensare a qualcosa, ma siamo in pochi, abbiamo poche risorse e abbiamo già diverse cose da portare avanti. Se però qualcuno è interessato a darci una mano per migliorare le condizioni di questa città, magari aiutandoci a progettare qualcosa sul fronte ricreativo, noi siamo qui. In ogni caso ci auguriamo che quello che è successo col Pick Up possa far capire che non bisogna mai dare nulla per scontato. Saluti.

P.S. Ovviamente se un bar gay vuole aprire a Piacenza e vuole farsi pubblicità anche tramite noi siamo a disposizione.

Nessun commento: