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martedì 29 gennaio 2008

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Adesso che si ventila la possibilità di tornare a votare entrambi gli schieramenti sono praticamente già scesi in campagna elettorale. Fra le varie cose che ho notato di recente c'è stato il rientro in scena di Alessandra Mussolini: negli ultimi tre giorni l'ho vista ospite di due trasmissioni molto seguite, e considerando che la TV la seguo poco sono portato a pensare che ne abbia fatte anche altre a mia insaputa. Evidentemente se viene scelta come donna immagine un motivo ci sarà, ed evidentemente deve risultare perlomeno accattivante a un buon numero di persone. Il punto è: quali prospettive avrà questa nazione finchè verranno considerate accattivanti delle persone capaci di fare interventi sconclusionati e obbiettivamente infelici come ha fatto Alessandra Mussolini poco prima delle ultime elezioni? Per chi si fosse scordato l'episodio a cui mi riferisco(avvenuto a Porta a Porta) eccolo qui di seguito.

domenica 27 gennaio 2008

GIORNATA DELLA MEMORIA

E' ancora necessaria una giornata che ricordi gli stermini operati dal nazismo? Le sue atroci persecuzioni etniche, politiche, religiose e - non ultime - sessuali? Evidentemente sì, soprattutto se si considera quanta gente pensa ancora che le proprie frustrazioni e i propri problemi possano essere risolti perseguitando (e magari sterminando) chi è diverso da lui. La cosa triste è che - oggi come allora - tante persecuzioni e stragi sistematiche che vengono compiute in varie parti del mondo per gli stessi motivi politici, etnici, religiosi e - non ultimi - sessuali, vengono rimosse dalla coscienza collettiva, in attesa che magari gli venga dedicata un giornata della memoria supplementare fra una sessantina d'anni. Spesso la specie umana non dà prova di grande intelligenza. Per fortuna, però, i suoi rappresentanti più intelligenti possono fare tesoro delle esperienze e degli errori passati, per cercare di costruire un futuro migliore.

mercoledì 23 gennaio 2008

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

La politica italiana è quella che è, e la cosa preoccupante è che non dimostra alcuna reale intenzione di rinnovamento. Questo vale per tutti gli schieramenti. Non è questa la sede per discutere di questi argomenti, o del fatto che le ripercussioni di questo stato di cose diventano di giorno in giorno più difficili da gestire. Dal punto di vista della comunità omosessuale, però, la situazione è addirittura grottesca. In questa legislazione (che sembra avviarsi ad una fine prematura) ci sono stati 4 rappresentanti della comunità GLBT in parlamento (De Simone, Silvestri, Grillini e Guadagno alias Luxuria), ma l'impressione generale è che - visti i risultati - la loro elezione non sia stata un punto di partenza, ma un punto di arrivo oltre al quale non era più possibile pretendere alcunchè. Nei talk-show italiani (che altro non sono che una propaggine più o meno palese della classe politica nostrana), poi, l'argomento dei diritti dei gay è stato solo una scomoda patata bollente, una sorta di "male necessario". Tutt'altra musica si respirava all'Ellen Degeneres Show (ricordate la sit-com Ellen? Ora la protagonista conduce un talk-show tutto suo), quando l'anno scorso Hillary Clinton è stata intervistata da lei prima di tutto proprio su questi argomenti (d'altra parte Ellen Degeneres è lesbica dichiarata). Sorvoliamo sul fatto che in Italia le donne non fanno talk-show davvero importanti e che le lesbiche dichiarate in TV non esistono. Nel filmato che segue potete farvi un'idea - anche se non capite l'inglese - di come un rappresentante politico può parlare in maniera rilassata di certi argomenti, di come può esprimere civilmente un'opinione (Hillary è per le unioni civili, ma non per i matrimoni gay), di come si può usare la parola "gay" senza diventare paonazzi e senza dare l'idea di pronunciare un insulto imbarazzante. Soprattutto potete farvi un idea di cosa vuol dire far parte di un partito davvero democratico (quello americano, ovviamente), e non di un partito che si sta rivelando "democratico" solo sulla carta.

lunedì 21 gennaio 2008

Riflessione della settimana

Il 15 marzo si sta organizzando una manifestazione per dare voce a quanti iniziano a non poterne più di come stanno andando le cose. Da una parte una classe politica incompetente e dall'altra una gerarchia religiosa onnipresente, nel mezzo tanti cittadini e cittadine alle prese con problemi molto concreti e sempre più difficili da gestire. Probabilmente le proteste pubbliche sono una delle poche risorse che restano ad una popolazione - quella italiana - che chiede solo di avere un'esistenza più dignitosa e con qualche prospettiva per il proprio futuro. Tanti giovani si sono rassegnati a non investire nel domani, oppure hanno scelto di emigrare e farsi una vita migliore altrove. In entrambi i casi, quando si perdono i giovani, e solo questione di tempo prima che un sistema sociale collassi, e in Italia il processo ha già avuto inizio. I giovani gay sono i primi a decidere di mettere le radici altrove, e anche da Piacenza tanti sono partiti per provare la vita in altre nazioni più accolgienti e vivibili (Inghilterra e Spagna, soprattutto). Gli italiani sono sempre stati un popolo di migranti, ma una volta se ne andavano per fuggire dalla povertà, mentre oggi se ne vanno per una questione di pura e semplice vivibilità. E' una situazione disastrosa, ma se si continua a non fare niente per arginarla nel giro di pochi anni esploderà, e nessuno può dire quello che succederà.

MANIFESTO DELLA MANIFESTAZIONE DEL 15 MARZO 2008

LIBERAITALIA

Libero amore, in libero Stato

Liberiamo i nostri cuori

Liberiamo i nostri sentimenti

Liberiamo le nostre idee

Amori, culture che cambiano l'Italia


Siamo cittadine e cittadini che si adoperano affinché in questo Paese libertà, dignità, solidarietà diventino realtà
.
La politica italiana non sa dare risposte e ciò non è solamente colpa delle violazioni concordatarie della gerarchia cattolica. C'è un problema più profondo che riguarda la stessa conformazione dei partiti, delle loro classi dirigenti non in sintonia con le sfide del presente, con le urgenze del futuro.


Libertà civili e sociali, cultura, formazione, precariato, povertà, convivenza interculturale, ambiente, diritti umani, esclusione sociale sono questioni centrali che richiedono nuove risposte e non la riduzione dei diritti acquisiti nel novecento.

Mentre dalla società affiorano fermenti, aspirazioni, preoccupazioni e conflitti, i partiti si appassionano rispetto a scomposizioni e composizioni di vecchi e nuovi contenitori, dove i contenuti e strategie latitano, dove le stesse gerarchie politiche si auto riproducono, sempre uguali, escludendo una partecipazione reale delle donne, e dei nuovi soggetti sociali e culturali.

La politica italiana potrebbe morire per asfissia.

Il movimento lgbt, come quello delle donne, sa che il tempo per questa politica è finito, che oltre a non aver affrontato seriamente nemmeno una delle questioni da noi poste, non sarà capace, a meno di profondi mutamenti, di cambiare.

Per questo riaffermando la nostra piena ferma autonomia dai partiti, diciamo che il consenso elettorale non si regala ma discende dalla proposta e dalla pratica politica, ed oggi non ci può essere.

Decideremo al tempo opportuno in forma collettiva e individuale se indicare formazioni politiche, candidati, aggregazioni, ma il nostro obiettivo centrale è: suscitare nella società un movimento diffuso di vero cambiamento.

Alla frammentazione, all’egoismo, all'imbarbarimento della convivenza civile, di cui sono sollecitatori la destra politica e sociale, e corresponsabile la sinistra silenziosa o in cerca di aggettivazioni (inutili) della laicità: perché non capaci di promuovere politiche e strumenti efficaci, noi rispondiamo con una proposta concreta e agita:

a.. Colleghiamo la nostra giusta battaglia per il riconoscimento pieno della nostra dignità e dell'uguaglianza delle persone lgbt e di parità di diritti, con quella delle donne contro la violenza, il machismo criminale, il maschilismo dominante nei poteri politici ed economici.

b.. Denunciamo ogni tentativo di mettere in discussione la legge 194, che va ben oltre la volontà di riportare indietro le lancette della storia. Si vuole di nuovo colpevolizzare le donne, si intende con questa campagna colpire la rete dei consultori, la libera e responsabile sessualità.

c.. Contrastiamo ogni forma di lesbofobia, omofobia, transfobia, che grazie al clima d'odio stanno dilagando nel paese, con continui episodi di discriminazione e violenze.

d.. Raccogliamo le nostre energie e presenza territoriale sotto la bandiera della libertà per tutte e tutti, contrapposta alla libertà all'egoismo e all'arretratezza

e.. Consapevoli che a rendere davvero liberi le lesbiche, i gay, le/i trans, le donne non sono solo le leggi, indispensabili, ma soprattutto la diffusione delle loro idee dei loro percorsi, dei loro vissuti in tutta la società.

f.. Contrastiamo ogni forma di arretramento della laicità dello Stato e delle sue istituzioni

g. Vogliamo che l’Italia impari dall’esperienza degli altri paesi europei che solo una cultura e una società aperta, dinamica e rivolta al futuro può rimettere in moto l’economia del nostro paese, mentre una società che torna indietro fa arretrare anche lo sviluppo dell’economia

h.. Ci impegniamo a sostegno di un articolato pacchetto di proposte, che preveda, oltre a quelle già citate, la modifica della legge 40 sulla fecondazione assistita, l'introduzione del testamento biologico, la promozione della ricerca e della sperimentazione scientifica, l'istituzione del divorzio breve, l'abolizione del meccanismo truffaldino di ripartizione dell'8 per mille, la cancellazione di tutti i privilegi fiscali, che per la sola chiesa cattolica ammontano complessivamente a 4 miliardi di euro, relativi alle attività commerciali includendo le strutture immobiliari ad esse dedicate.

Il movimento della laicità e delle libertà chiama tutta la società ad un nuova stagione di impegno per rendere finalmente libero e civile questo paese.

A questo obiettivo di diffusione maggiore delle nostre idee, di visibilità dei nostri vissuti lavoreremo d'ora in poi, con determinazione, confrontandoci sul piano culturale e sociale con l'intera società, senza alcuno steccato ideologico.

Liberi d'amare, di vivere i nostri affetti, di avere un nostro punto di vista, di proporre culture ed esperienze differenti, c'incamminiamo in un nuovo percorso per costruire dalla società una risposta popolare, che spazzi via il medioevo culturale e sociale in cui tentano di ricacciare, togliendoci spazi, democrazia, laicità, serenità sentimentale.

Chiediamo a tutte e tutti voi di sostenerci, di dare un segnale concreto e di partecipare alla giornata dell'indignazione civile LIBERAITALIA del 15 marzo 2008.

venerdì 18 gennaio 2008

I VIDEO DELLA SETTIMANA

Questa settimana i video vengono postati un po' in ritardo perchè riguardano quello che è successo giovedì 17 gennaio.
Riassunto delle puntate precedenti: Benedetto XVI era stato invitato ad inaugurare l'anno accademico dell'Università La Sapienza di Roma. Il suo arrivo non è stato accolto con unanime gioia, nè dagli studenti nè dai professori, così era stata indetta una manifestazione di protesta, a cui avrebbero aderito anche tutta una serie di gruppi e associazioni (e non sarebbero state poche) che sono in manifesto disaccordo con Benedetto XVI e con l'attuale linea del Vaticano, che è praticamente onnipresente ovunque (si calcola che lo scorso hanno i TG nazionali abbiano dedicato il 29% dei loro servizi alla politica interna e circa il 23% a Benedetto XVI). Alla fine Benedetto XVI ha deciso di non venire (forse temeva un ritorno di immagine negativo), ma le manifestazioni ci sono state ugualmente. Fra i partecipanti c'erano anche diverse associazioni GLBT, che hanno organizzato una frocessione. Che cos'è una frocessione? Questo termine è nato negli anni 70, ed è stato rispolverato nel 2006 in occasione di un corteo di protesta contro Benedetto XVI avvenuto a Verona. In parole molto semplici si tratta di un corteo che, attraverso la presa in giro delle gerarchie ecclesiatiche e dei loro paramenti (e NON della religione), vuole ridimensionarne il peso pubblico. C'è stata una frocessione anche in occasione delle manifestazioni de La Sapienza. Purtroppo le frocessioni vengono regolarmente presentate dai media come delle pagliacciate, e ovviamente nessuno ne indaga il significato, tant'è che molti gay - in buona parte quelli che hanno una scarsa conoscenza della storia e della cultura GLBT - sono i primi a trovarle riprovevoli. Qui di seguito trovate il video girato in occasione della frocessione di Roma, e per par condicio anche il video con l'audiocommento di Radio Maria a quello che è avvenuto in occasione dell'annunciata visita di Benedetto XVI: a voi giudicare da che parte sta il buonsenso.

sabato 12 gennaio 2008

CHIARIMENTO

Ciao a tutti e a tutte.
Stamattina alla mailing list dell'associazione è arrivato questo messaggio:


"Sono nuovo da queste parti...vorrei iniziare con una proposta che si fa
anche domanda:
Come frequentatore di saune -arcigay- non si può lanciare una campagna
di sensibilizzazione per una sauna a Piacenza o in quel di Parma.
Grazie!
A risentirci. Ciao"


Al quale ho risposto così:

"Da quel che ho capito tu sei un frequentatore di saune, da poco tempo sei arrivato in questa zona e lamenti di non averne sottomano, invitando la nostra associazione adarsi da fare per metterne in piedi una. E' necessario chiarire alcune cose:
1) I locali commerciali del circuito arcigay, siano discoteche, saune, cruising bar e quant'altro NON nascono per iniziativa di arcigay (salvo rarissime eccezioni, come la discoteca che si trova nella salara di Bologna, nello stesso edificio dell'arcigay locale), ma da imprenditori privati che poi si convenzionano con arcigay.
2) La convenzione serve ai locali perpagare meno tasse e per avere agevolazioni proprie dei circoli privati (come ad esempio la possibilità di offrire spazi per consumare sesso, cosa che un locale pubblico non può fare per legge, ma un circolo privato sì). Ad arcigay, invece, le tessere servono per recuperare finanziamenti.
3) Piacenza e Parma sono due realtà piccole e provinciali, e ogni volta che si sono fatti dei tentativi di aprire locali di questo genere qui sono finiti male (l'ultimo tentativo a Piacenza risale al 2001 con un cruising bar sopra al blockbuster). Quando i piacentini hanno queste necessità generalmente vanno a Milano, mentre i parmigiani tendono ad andare verso Bologna.
4) Con tutti i problemi di visibilità che hanno gli omosessuali a Piacenza fare una campagna di sensibilizzazione per creare una sauna mi sembra perlomeno fuori luogo.
5) Se vuoi fare conoscenze non finalizzate solo al sesso a Piacenza puoi iniziare a frequentare il nostro comitato o quei pochi bar della città che hanno una clientela in buona parte gay."

Il fatto che la prima cosa di cui sente la mancanza un gay che si trasferisce a Piacenza è una sauna gay e non, per esempio, un gruppo arcigay con cui fare amicizia e inserirsi nella città penso sia indicativo del fatto che - nonostante tanti bei discorsi e tanti propositi lodevoli - in Italia continuiamo ad avere degli schemi mentali un po' improduttivi. Voi che ne dite?



giovedì 10 gennaio 2008

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ieri notte RETEQUATTRO ha ritrasmesso per l'ennesima volta penso l'unico FILM a tematica GLBT mai realizzato a Piacenza, ovvero Belle al Bar di Alessandro Benvenuti.
Il film (di cui vedete una breve sequenza in cui Eva Robbins scende di fronte all'Albergo Roma) è incentrato su un restauratore in difficoltà con la moglie, che viene ospitato da suo cugino (che però ora è diventato "quasi" una cugina e abita in un attico a Piazza Cavalli, da cui scende ogni sera per andare a battere). Fra i personaggi secondari c'è anche un ragazzo di origine calabrese che vuole diventare donna. La Piacenza che si vede nel film è abbastanza surreale (diciamo pure inverosimile, soprattutto considerando quel periodo) a dire la verità, ma tuttosommato è persino suggestiva (potere del cinema). Il film è del 1994 (magari qualcuno ha assistito alle riprese come è capitato a me), e con tutti i suoi limiti (e sono tantissimi) ha cercato di parlare di identità di genere, pregiudizi e altro ancora in tempi decisamente non sospetti. Tra le altre cose ha avuto il buon gusto - una volta tanto - di non mischiare più di tanto transessualità e omosessualità. Ne parlo qui perchè penso sia un po' emblematico che l'ultimo film per i circuiti nazionali girato a Piacenza parli di argomenti T (come si dice in gergo transessuale) e che risalga al 1994. Quando 10 anni dopo è stato rifondato l'arcigay ha avuto da subito un impostazione abbastanza T (probabilmente non è un caso se la presidentessa di allora oggi è diventata un baldo giovanotto). Sta di fatto che, ridendo e scherzando, di transessualità in questa città si è sempre parlato molto (ci hanno pure fatto un film! E nel 1994!), mentre l'omosessualità in quanto tale è sempre stata rimossa, oppure data per scontata. Forse sarebbe opportuno fare qualcosa in questo senso. Magari potrebbe essere il nostro proposito associativo per l'anno nuovo :-)